Nello schema del ddl recante misure urgenti in materia di semplificazione e sostegno allo sviluppo del 3 dicembre scorso, che dovrà essere approvata in Consiglio dei Ministri, tra le altre disposizioni, si prevede:

  • modifiche all’art. 184-ter relativo alla cessazione della qualifica di rifiuto: si prevede che fino all’entrata in vigore del decreto di cui al comma 2 dell’art. 184-ter  e nel rispetto dei criteri generali, i criteri specifici dell’End of waste potranno essere stabiliti per il singolo caso tramite autorizzazioni rilasciate ai sensi dell’art. 208, 209 e 211 del d.lgs n. 152/06 e delle disposizioni contenute nel Tiolo III-bis della parte seconda del d.lgs n. 152/06;
  •  dal 1 gennaio 2019 sarà soppresso il Sistri e quindi non saranno dovuti i contributi. Dal 1 gennaio 2019, quindi, e fino alla definizione e piena operatività di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti organizzato e gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente, i soggetti di cui agli articoli 188-ter e 188-bis garantiranno la tracciabilità dei rifiuti effettuando gli adempimenti di cui agli articoli 188, 189,  190 e 193 del d.lgs n. 152/06 nel testo previgente alla modifiche apportate dal d.lgs n. 205/ 10. Quindi, si continueranno ad utilizzare gli adempimenti  relativi al MUD, registri di carico /scarico e FIR anche in modalità digitale, così come disposto dall’art. 1, comma 1135 delle legge n. 205 del 2017 (c.d. legge di bilancio 2018), che ha introdotto l’art. 194-bis (comma 1:  “In attuazione delle disposizioni del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e per consentire la lettura integrata dei dati riportati, gli adempimenti relativi alle modalità di compilazione e tenuta del registro di carico e scarico e del formulario di trasporto dei rifiuti di cui agli articoli 190 e 193 del presente decreto possono essere effettuati in formato digitale”).

 

Fonte: ambientelegaledigesta.it

 

 

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